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26 augustus Il volo dell'uomo sulla repubblica dei cristalli una volta l'uomo sognava di volare, di andare oltre il limite che Dio e natura gli avevano imposto, esso sognava di scavalcare gli angeli, di raggiungere il sole, di provare come Icaro ad avvicinarsi a quello che gli uccelli sentono ogni giorno da quando sono nati. una volta l'uomo sapeva sognare, una volta l'uomo sapeva osservare, sapeva capire quali fossero i suoi sogni e quali quelli degli altri, una volta l'uomo era con i piedi per terra, e quella terra, che gli dava il nettare per vivere, esso la rispettava e la chiamava madre terra. oggi, l'uomo è povero, ma non di ricchezza, oggi l'uomo è povero di ideali, di sentimenti, di paure, e non parlo di misere paure terrene, non parlo della, si giusta, paura di essere aggrediti o di quella di non avere un tetto sopra la testa; io parlo della paura di volare, di quella paura che ci ha portato negli ultimi anni ad un oscurantismo della mente e dei sentimenti. riconosco in questo atteggiamento lo stesso che Colombo trovò quando decise di andare alla ricerca di un'altra rotta per l'India. Oramai il medioevo della cultura è giunto, ma purtroppo non avverrà in maniera naturale, esso non impiegherà decine di anni, di secoli per imporsi, ma grazie alla tecnologia esso si espanderà a macchia d'olio, entrerà nella nostra mente, si riprodurrà come i virus, si moltiplicherà e ridurrà l'uomo in un ammasso di carne ed ossa, ci toglierà la capacità di pensare e ci ritroveremo in matrix. vi sono tante cose che servono a l'uomo per ripristinare il suo senso di divinità, il suo vero essere. primo fra tutti a l'uomo serve ritrovare il suo senso estetico, c'è tanto bisogno di bellezza, ma di quella classica, di quella che sia umana, che sia greca, che sia romana, che sia vera bellezza umana. a l'uomo serve ritrovare Dio ed esso si può trovare solo dentro noi stessi, del resto Dio in hindy si scrive IO. per puro caso l'altro giorno ho aperto per la prima volta la repubblica di platone, e lì mi sono accorto, leggendo pochi versi, pochi passi, di quanto la televisione, la radio, il cinema, ed i mezzi tutti di comunicazione sfruttati malamente da una classe dirigente tamarra, provinciale, non di provenienza, ma di mentalità, quanto questi piccoli capetti di borgata abbiano infangato la cultura europea ed italiana, ho visto, ho compreso, mi pare di aver capito, che abbiamo seriamente bisogno di cancellare tutto, di fare un reset. dobbiamo tornare alla filosofia più pura a quella più semplice a quella più umana, dobbiamo tornare alla base, dobbiamo ridare all'uomo, dobbiamo riprenderci in quanto uomini, quel senso di vita, quel senso di divinità, che non è l'immortalità, ma il dono di apprezzare il creato come nostro, come fosse stato creato da noi, come fosse nostro figlio o nostra figlia. mi rendo conto a volte di voler sognare il volo dell'uomo, mi rendo conto a volte di voler sognare, come platone, un governo dei giusti, un governo perfetto, un governo che sia umano, che sia vero, che sia per la gente, che sia per l'uomo ed a misura dell'uomo, mi rendo conto di voler sognare di volare con le aquile, mi rendo conto di sognare; eppure è questo sogno che mi spinge a guardare questo piccolo pianeta, è questo sogno che mi spinge a vedere nel pianto di un bambino, nella disperazione di una donna la luce, quella luce che mi spinge a portare il mio essere verso il traguardo, ed il traguardo è l'impegno di realizzare quel sogno, e quel sogno è realizzabile perchè è umano. dobbiamo capovolgere tutto, e nel pianto di un bimbo non vedere più tristezza, ma vedere il coraggio e la paura, dobbiamo vedere in quel gesto un gesto di vita, e la vita è un gesto di amore, l'amore di Dio verso l'uomo. io mi spingo fino all'estremo, voglio realizzare questo sogno, voglio rivedere negli occhi di un bambino l'anima di un uomo e non lo spettro di uno schiavo! CARPE DIEM!!! COGLI L'ATTIMO 06 augustus oikoi io purtroppo sono così, un essere dalle mille facce, a volte mi chiedo come faccia io a fare tutto quello che faccio. eppure non mi vergogno, vorrei vivere mille vite in una, vorrei essere uno sportivo di fama mondiale ed allo stesso tempo un povero sconosciuto che pascola le sue capre in cima ad una collina, con soli i fiori che applaudono al suo passaggio. vorrei poter avere qualcuno che possa prendere il mio posto in questo stramaledetto comune. perchè è cosi difficile trovare qualcuno che voglia occuparsi del suo popolo, del suo territorio. siamo stati tre giorni in versilia con azione universitaria, lì mi sono battuto per il lavoro che io ed il gruppo di cui mi onoro di fare parte abbiamo fatto, lì ho cercato qualcosa. non sò ancora se questo qualcosa l'ho trovato, ma sò bene che sono riuscito a trovare nuovi camerati ed amici. ed è qui che è nata l'idea di www.oikoi.it, ancora non è online, ma speriamo che fra breve ce la dovremmo fare. d'ora in avanti scriverò le mie riflessioni su questo spazio, ma sarà oikoi che ospiterà la parte giornalista dei miei scritti. oikoi è una parola greca che vuol dire: case-famiglie, quelle strutture che componevano la realtà economica e politica delle polis. questo sito nasce con l'intenzione di creare un grande social network, vogliamo soprattutto dargli un buon servizio di informazioni, vogliamo cominicare con le università, perchè è il nostro mondo, vogliamo dargli una radio ed TIVU (internet television), vogliamo dargli la possibilità di essere democratico, vogliamo fare in modo che chiunque possa scrivere, possa informare, vogliamo scrivere e pubblicare quelle cose che altri non pubblicano, vogliamo dare voce agli artisti, vogliamo dare voce ai musicisti, vogliamo dare voce agli scrittori, vogliamo pubblicare i loro scritti, vogliamo guadagnare il giusto per pagare coloro che vorranno collaborare, affinchè nessuno possa rinunciare a fare quello che gli piace fare solo perchè deve fare un altro lavoro, che non gli piace, per poter mangiare. voglio che questo progetto sia reale, ma soprattutto voglio che le persone si sentino partecipi. in questo periodo stanno succedendo delle cose incredibili. a siderno in alcune vie e contrade manca l'acqua, non abbiamo pagato il debito con la sorical (società di gestione idrica per la calabria), a saline vogliono costruire una centrale elettrica a carbone "pulito" (non esiste e non perdo tempo a dilungarmi, semplicemente il carbone pulito non esiste), ritornando a siderno, la veolia vuole costruire una mega-discarica da 1.100.000 metri cubi di spazzatura, la più grande del sud italia, informo che la veolia spa, multinazionale francese dell'acqua è anche proprietà del 47,3% della sorical, quindi evidente conflitto di interesse. la discarica comunque è stata posizionata sopra la diga, una diga che era stata costruita con l'intenzione di vendere l'acqua considerando che è potabile, o comunque ai fini agricoli, ebbene dopo la costruzione della stessa sicuramente l'acqua non sarà più utilizzabile, e noi soffriamo la sete. inoltre il progetto era stato un'anno addietro sottoscritto dal nostro sindaco, senza opportuna comunicazione in consiglio comunale ed in giunta, o almeno questo è quanto riferiscono i giornali, ad oggi comunque egli non si è preoccupato di smentire questa voce. rimane il fatto che una volta avviata la costruzione di questa discarica privata, perchè è privata, cioè di proprietà della veolia spa, è non sarà una discarica consortile, ma bensì privata quindi la veolia giustamente potrà depositarvi i rifiuti che riterà opportuno, anche quelli acquisiti da altre società, o quelli prelevati da altre regioni, e quindi una volta depositati essi saranno inviati nell'inceneritore di gioia tauro, di proprietà per l'appunto della veolia; detto questo dopo la costruzione siderno deve rivalutare il suo core business, poichè non potrà più essere una cittadina con attrattiva turistica, considerando la mancanza di infrastrutture, di strutture ospedaliere primarie, come il pronto soccorso, la mancanza di strutture ricettive rilevanti sulla quantità di posti letto e, a questo punto, neanche più il paesaggio poichè la discarica, attraverso l'andirivieni dei camion che entreranno ed usciranno, disturberà ed inquinerà tutto ciò che siderno aveva da offrire. a questo punto penso sia giusto domandarsi, in termini di opportunità economica ed ambientale, se non sia il caso di considerare opportunatamente l'idea di convertire il nostro core business, da quello di attrattiva per i turisti a quello di servizi per le città vicine. |
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