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9月30日 Continua ormai la mia voglia di informarvi e quindi continuo a segnalarvi il meglio.
Beppe Grillo e i trasporti (1:55)
Il trasporto, da necessità, deve diventare una scelta.
Un autobus elettrico da 150 posti è preferibile a 150 macchine in fila.
Non inquina e arriva prima. Lavorare da casa o da un'area attrezzata
vicino alla propria abitazione è meglio che percorrere cinquanta
chilometri al giorno per recarsi in azienda. Ed è possibile oggi, non è
utopia. Internet e il telelavoro consentono di
rimanere FERMI per quasi tutti i lavori impiegatizi. Investire nei
servizi pubblici e non nel traffico privato è possibile oggi, non è
utopia. Incentivare l'automobile è antistorico. Un mezzo insicuro,
inefficiente, costoso. L'automobilista ha l'opzione se schiantarsi
subito (7000 morti stimati nel 2009) o se morire di inquinamento da CO2
un po' più tardi. Il trasporto va ripensato, non può essere un business in sé.
Tutto ciò che può essere prodotto localmente non deve essere
trasportato. La forma più moderna di trasporto l'hanno inventata i
nostri bisnonni: si chiama bicicletta. Tutti i centri
urbani d'Italia devono poter essere percorribili in bicicletta, in
sicurezza. Non servono i treni veloci, servono treni efficienti per
tutte le tratte esistenti. Per migliorare la vita di milioni di pendolari che viaggiano come le bestie. Il Ponte di Messina e la Tav in Val di Susa
sono Grandi Opere del Passato, come le Piramidi o il Colosseo. Servono
solo a dilapidare i soldi pubblici. Gli unici a trarne beneficio sono i
costruttori, le lobby, i partiti. Bicicletta, mezzi pubblici non
inquinanti, telelavoro, collegamenti efficienti tra diverse forme di
trasporto pubblici, produzioni locali. Il 4 ottobre 2009 nascerà un
Movimento di persone, in cui ogni persona avrà un peso, senza
capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali,
tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento
in 7 punti: Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione,
Istruzione e Stato e cittadini. Oggi pubblico la proposta per i
Trasporti per ricevere i vostri contributi.
TRASPORTI
- disincentivo dell'uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane
- sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
- istituzione dii spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette
- istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane
- introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo
- potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi
pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici
alimentati da reti
- blocco immediato del Ponte sullo Stretto e della Tav in Val di Susa
- proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane
- sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo
- copertura dell'intero Paese con la banda larga
- incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro
- sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici
- incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet
- incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio
- corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane
- piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale
Punti precedenti: Energia, Stato e cittadini , Informazione, Economia 9月28日 Oggi nasceva in Cina Confucio, un filosofo, un uomo. Ho letto molto tempo, all'età di 16 anni un suo libro (suppongo, comunque un libro con la sua filosofia), " la grande dottrina - il giusto mezzo". Già il giusto mezzo. Cos'è il giusto mezzo, si intende il mezzo per raggiungere un obiettivo o il mezzo matematico? La metà? http://it.wikipedia.org/wiki/Confucio Continuo a pubblicare i punti del programma del Movimento Cinque Stelle Nazionale, almeno per restare informati!!!
Beppe Grillo e l'economia
(8:15)
L'economia sociale è ancora solo una parola che va
riempita di contenuti. La produzione di beni che distrugge l'ambiente
non è economia. Non lo è una distribuzione diseguale
dei beni. Un amministratore delegato non può guadagnare cento, duecento
volte più di un dipendente della stessa società. Se nulla si crea e
nulla si distrugge in natura, così dovrebbe essere anche per la
ricchezza. Non si può inventare come è successo per i derivati e i
future. La crisi attuale non è stata creata dagli
operai, dai lavoratori, ma dalle multinazionali fuori controllo, dalle
banche, dalle finanziarie, dai pescecani delle Borse. Vanno messi sotto
tutela dalla politica che non può essere la cameriera delle banche
e di un libero mercato incontrollato. Oggi bancarottieri e politici
sfilano a Cernobbio a braccetto ogni anno a pasteggiare a gamberoni.
Bisogna introdurre i concetti di utilità sociale e danno sociale associati alla produzione.
Incentivi per chi è utile, disincentivi per chi danneggia. La
produzione locale e le cooperative vanno incentivate. Le società no profit, senza fini di lucro, che solo in Italia sono decine di migliaia, devono essere sostenute. Il
4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona
avrà un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture
provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento
in 7 punti: Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione,
Istruzione e Stato e cittadini. Oggi pubblico la proposta per
l'Economia per ricevere i vostri contributi.
ECONOMIA
- introduzione della class action - abolizione delle scatole cinesi in Borsa - abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate - introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate - abolizione della legge Biagi - impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno - vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale - introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite -
impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra
carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi
reati - impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia) -
introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende
quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o
maggioritaria dello Stato - abolizione delle stock option - abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato - allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei -
riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello
Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove
tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai
servizi senza bisogno di intermediari - vietare la nomina di persone
condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori
in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa - favorire le produzioni locali - sostenere le società no profit - sussidio di disoccupazione garantito - disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).
Punti precedenti: Energia, Stato e cittadini , Informazione 9月23日 Very important
Obama da David Letterman (2:42)
Non siete stanchi di sentire solo nomi, gli stessi nomi? Nomi che si occupano della vostra vita, del vostro futuro? Senza un programma, senza nessun contatto con la realtà? Fini e lo psiconano. Bersanetor e boccon del prete Franceschini. Calderoli e Ghedini, gasparrisacconibrunetta,
dalemaveltronilatorre. Una raccolta di figurine Panini del nulla in cui
primeggia con le sue interviste lo zero assoluto, l'antimateria con il
buco dentro: Azzurro Casini Caltagirone. Il cittadino è un separato in casa. Può solo assistere. Il
politico non ha stimmate o discendenza regale, non ha diritti divini
per nascita, ma si comporta come se li avesse. Chi gestisce la cosa
pubblica, a qualunque livello, deve essere uno di noi,
un elettricista, una mamma, un contadino che, per un periodo
sufficiente, ma non eterno, ci rappresenti. Poi deve ritornare alla sua
attività. La politica non è una professione. Il
professionismo in politica genera mostri. Come Mastella e Violante,
Fassino e la moglie Serafini. Le leggi e le strutture dello Stato sono
tutte a favore dell'attuale oligarchia. Un vestito su misura. I partiti hanno occupato lo Stato.
Si credono essi stessi lo Stato. Non sono solo una casta, ma esseri
superiori che compaiono nelle nostre case attraverso la televisione
tutte le sere. La loro immagine, grazie alla ripetizione continua,
appartiene alla sfera della sacralità. Intoccabili, ingiudicabili,
inguardabili. Il 4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in
cui ogni persona avrà un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni,
strutture provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento
in 7 punti: Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione,
Istruzione e Stato e cittadini. Oggi pubblico la proposta per Stato e
cittadini per ricevere i vostri contributi.
STATO E CITTADINI "L'organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente. Il Parlamento non rappresenta più i cittadini
che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito
La Costituzione non è applicata. I partiti si sono sostituiti alla
volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.
- Abolizione delle province - Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti - Abolizione del Lodo Alfano - Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico - Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica - Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo - Divieto per i parlamentari di esercitare un'altra professione durante il mandato - Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali - Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato) - Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
- Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato - Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action - Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum - Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare - Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria - Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini"
Punto precedente: Energia. 9月13日 Leggo e ritenendo importante ripropongo: ciao
L'otto gennaio 2006 scrivevo nel blog: "Fino ad oggi le primarie
le hanno fatte i nostri dipendenti. E’ arrivato il momento che le
primarie le facciano i datori di lavoro". Per alcuni mesi le
proposte su cinque temi: Energia, Salute,Trasporti, Economia e
Informazione suggerite da esperti mondiali furono discusse in Rete da migliaia di commentatori. Ne uscì un documento che portai a Prodi. Lo illustrai mentre pian piano Valium si addormentava. Poi mi addormentai anch'io. Era l'otto giugno 2006. Capii una cosa: i partiti erano morti, tutti, nessuno escluso. Il cittadino con l'elmetto che fa politica attiva e non il "politico"
è nato quel giorno. Sono venuti quindi i Vday, le raccolte di firme per
Parlamento Pulito e una Libera Informazione. Capii un'altra cosa, i cittadini non hanno voce, referendum e leggi popolari sono una presa per il culo. Seguirono le liste civiche a Cinque Stelle, la Carta di Firenze
per l'amministrazione dei Comuni e la scelta di fondare un Movimento di
Liberazione Nazionale. Il programma del Movimento nascerà dalle Primarie 2.0 con i vostri nuovi contributi. Il 4 ottobre sarà pubblicato sul blog il programma completo. Oggi partiamo dall'Energia.
ENERGIA "Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91,
per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o
metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In
realtà se ne consumano di più. Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano. Utilizzando
l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di
Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B
corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri
cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di
gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno. Nel riscaldamento degli ambienti,
una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di
CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di
Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi nei
seguenti punti: - applicazione immediata della normativa, già
prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93,
sulla certificazione energetica degli edifici - definizione della
classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per
la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove
costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti -
riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi
energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni
finanziare per gli inadempienti - agevolazioni sulle anticipazioni
bancarie e semplificazioni normative per i contratti di
ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company),
ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio
economico che se ne ricava - elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei. Il
rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta
intorno al 38%. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di
nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60%. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore,
con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza
dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico
del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali
nella produzione termoelettrica non sono accettabili né
tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti
devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle
risorse fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte
dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non è accettabile di per sé
togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si spreca, è
inconcepibile. Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi
delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui
l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade,
elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in
seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere
di costruire nuovi impianti di generazione elettrica. Nella
produzione di energia elettrica e termica, una politica energetica
finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo
l’offerta, deve articolarsi nei seguenti punti: - potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti - incentivazione della produzione distribuita
di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei
modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia
elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali,
centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore
tecnologico, centri sportivi ecc. - estensione della possibilità di
riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti
di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW - incentivazione
della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le
fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del
conto energia, vincolandola ai kW riversati in rete nelle ore di punta
ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote - applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano - eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili - legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò -
incentivazione della produzione distribuita di energia termica con
fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli
impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del
legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli
incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua
inefficienza e il suo impatto ambientale - incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici."
********************************* 9月11日 Un gruppo di blogger tedeschi a deciso di mettere nero su bianco quello che è oggi l'informazione su internet. Poche parole tanti fatti. Non so veramente cosa aggiungere.
grazie a francesco tortora per aver tradotto i punti.
http://www.internet-manifesto.org/
I 17 PUNTI:
1. "Internet è diverso" Il nuovo mezzo di
comunicazione è molto differente rispetto agli altri media. Chi vuol
lavorare nel campo dell'informazione deve adattare i propri metodi di
lavoro alla realtà tecnologica di oggi invece di ignorare e contestare
il mondo multimediale. Bisogna produrre prodotti giornalisti nuovi e
migliori.
2. "Internet è un impero mediatico tascabile" Grazie
a internet è possibile fare dell'ottimo giornalismo anche senza immensi
investimenti. Il web riorganizza le strutture esistenti dei media
abbattendendo gli antichi confini che esistevano tra giornali,
televisione, radio etc.
3."Internet è la nostra società e la nostra società è internet"
Wikipedia, YouTube e i social network sono diventati una parte della
vita quotidiana per la maggioranza delle persone nel mondo occidentale.
I mezzi di comunicazione, se intendono sopravvivere alla rivoluzione
tecnologica contemporanea, devono capire i legittimi interessi dei
nuovi utenti e abbracciare le loro forme di comunicazione.
4. "La libertà di internet è inviolabile" Il
giornalismo del XXI secolo che comunica digitalmente deve adattarsi
all' architettura aperta di Internet. Non è ammissibile che si limiti
questa libertà in nome di interessi particolari commerciali o politici,
spesso presentati come interessi generali. Bloccare parzialmente
l'accesso a internet mette a repentaglio il libero flusso delle
informazioni e il diritto fondamentale di informarsi.
5. "Internet è la vittoria dell'informazione" Per
la prima volta grazie a Internet l'utente può scegliere realmente come
informarsi e attraverso i motori di ricerca attingere a un patrimonio
d'informazione immenso.
6. "I cambiamenti apportati da Internet migliorano il giornalismo"
Grazie a internet il giornalismo può svolgere un'azione socio-educativa
completamente nuova. Ciò significa presentare notizie in continuo
cambiamento attraverso un processo inarrestabile. Chi vuol praticare il
giornalismo deve essere stimolato da un nuovo idealismo e capire che le
risorse offerte da internet sono un incredibile stimolo a migliorare.
7. "La rete richiede collegamenti" La rete è fatta
di collegamenti. Chi non li usa si autoesclude dal dibattito sociale e
ciò vale anche per i sitiweb dei tradizionali mezzi di comunicazione.
8. "Linkare premia, citare abbellisce" Chi fa
giornalismo online deve offrire all'utente un prodotto sempre più
completo. Linkare le fonti e citarle permette di conoscere direttamente
e più ampiamente i temi di cui si dibatte.
9. "Internet è la nuova sede per il discorso politico"
Il giornalismo del XXI secolo deve fare in modo che il dibattito
politico si trasferisca sempre di più sulla rete così il pubblico potrà
partecipare direttamente ai discorsi politici e dire la sua.
10. "Oggi libertà di stampa significa libertà d'opinione"
I giornalisti non devono temere che la rete possa sminuire il loro
compito di selezionare le notizie e informare. La vera dicotomia che
invece internet realizza è quella tra il buon e cattivo giornalismo.
11. "Sempre di più: le informazioni non sono mai troppe"
Sin dall'antichità l'umanità ha capito che più informazioni si hanno
più è grande la libertà. Internet è il mezzo che può più di tutti può
allargare la nostra libertà.
12. "La tradizione non è un modello di business"
Come dimostra già la realtà odierna è possibile fare buon giornalismo
su internet e guadagnare denaro. Non bisogna ignorare lo sviluppo
tecnologico solo perché secondo alcuni distruggerà le aziende
giornalistiche, ma bisogna avere il coraggio di investire e ampliare la
piattaforma multimediale.
13. “Il diritto d'autore diventa un dovere civico su Internet” La
rete deve rispettare il diritto d'autore, ma anche il sistema del
copyright deve adattarsi ai nuovi modelli di distribuzione e non
chiudersi nei meccanismi di approvvigionamento del passato.
14. "Internet ha molte valute" Il modo più
tradizionale di finanziare i giornali online è attraverso la
pubblicità. Altri modi per finanziare i prodotti giornalistici devono
esseri testati.
15. “Cio' che rimane sulla rete resta sulla rete”
Il giornalismo del XXI secolo non è più qualcosa di transitorio. Grazie
alla rete tutto rimane nella memoria degli archivi e dei motori di
ricerca e ciò fa in modo che testi, suoni e immagini siano recuperabili
e rappresentino fonti di storia contemporanea. Ciò stimola a sviluppare
un livello qualitativo sempre migliore.
16. "La qualità resta la più importante delle qualità"
Le richieste degli utenti sono sempre maggiori. Perché un utente resti
fedele ad un particolare giornale online, quest'ultimo deve garantire
qualità e soddisfare le richieste del lettore senza rinunciare ai
propri principi.
17. "Tutto per tutti" Internet ha dimostrato che
l'utente giornalistico del XXI secolo è esigente e nel caso di un
dubbio su un articolo è pronto a studiare la fonte per essere
maggiormente informato. I giornalisti del XXI secolo che il lettore
cerca non sono quelli che offrono solo risposte, ma quelli che sono
disposti a comunicare e a indagare.
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